""" Giornata Mondiale dell’Alimentazione, conoscere Altamura per viverla. Una domenica dedicata ai tesori nascosti della città .
Vivere una città per conoscerla. È ciò che è accaduto lo scorso 18 ottobre ad Altamura. Mangiamo il pane tutti i giorni, ne lodiamo la qualità, ma se qualcuno ci chiedesse informazioni sulla lavorazione, sui tempi e i sui modi di cottura, non sapremmo rispondere. Beviamo il “Padre Peppe” ignorando il suo processo di produzione. Consigliamo ai turisti di visitare il Museo Archeologico senza sapere quali tesori siano lì custoditi. Un luogo va vissuto in tutto ciò che può offrire. E sono tante le cose che Altamura mette a disposizione dei visitatori e degli stessi cittadini. La città ci invita a diventare involontari promotori della sua valorizzazione mostrandoci quei dettagli che, spesso, vengono considerati inutili e superflui. Nonostante la pioggia, domenica mattina un consistente gruppo di persone (non solo altamurane) ha aderito alla seconda iniziativa organizzata ad Altamura in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione. In programma un “itinerario di conoscenza” del territorio cittadino attraverso luoghi e prodotti tipici. Prima tappa, il Museo Archeologico, dove i partecipanti hanno potuto ammirare le testimonianze di una terra infinitamente ricca di storia. La visita, guidata da Damiana Santoro (archivista - Slow Food Condotta delle Murge) e introdotta da due interessanti filmati, uno sulle orme dei dinosauri, l’altro sull’Uomo di Altamura, si è conclusa con la mostra “La preistoria del cibo”, allestita all’interno dello stesso Museo. Protagonista dell’esposizione, il pane, i suoi ingredienti, gli strumenti per la lavorazione e la conservazione di questo importante alimento. Tra i presenti, Vincenzo Pennacchia, presidente dell’Associazione Turistica Altamurana PRO LOCO, e l’avvocato Rosa Vulpio, presidente F.I.D.A.P.A. (sezione Altamura). Il gruppo, poi, ha raggiunto a piedi l’antico forno Santa Chiara per assistere alla lavorazione e alla cottura di pane e focacce. Risalente al 1423, il panificio, come ha spiegato il proprietario Vito Macella, era chiamato Santo Stefano per la vicinanza della chiesa dedicata al Santo. Un forno a legna che può cuocere contemporaneamente 320 pezzi di pane, la cui bontà è dovuta all’assenza di olio e grassi vari. Terza tappa dell’itinerario, lo storico laboratorio dei Fratelli Striccoli, dove si produce il “Padre Peppe”, liquore alle noci altamurano. Lì il signor Armando, originario della Sardegna, ha spiegato ai presenti, ai quali si è aggiunto anche il consigliere regionale Michele Ventricelli, il processo di produzione dell’apprezzato liquore. Una cultura spesso trascurata, quella derivante dalla tradizione. Una cultura che ha arricchito i partecipanti, il cui interesse si è vivacemente mostrato attraverso domande e osservazioni. La mattinata si è conclusa con un aperitivo presso l’antica Masseria San Giovanni, nota anche come “I luoghi di Pitti”.
Vivere una città per conoscerla. È ciò che è accaduto lo scorso 18 ottobre ad Altamura. Mangiamo il pane tutti i giorni, ne lodiamo la qualità, ma se qualcuno ci chiedesse informazioni sulla lavorazione, sui tempi e i sui modi di cottura, non sapremmo rispondere. Beviamo il “Padre Peppe” ignorando il suo processo di produzione. Consigliamo ai turisti di visitare il Museo Archeologico senza sapere quali tesori siano lì custoditi. Un luogo va vissuto in tutto ciò che può offrire. E sono tante le cose che Altamura mette a disposizione dei visitatori e degli stessi cittadini. La città ci invita a diventare involontari promotori della sua valorizzazione mostrandoci quei dettagli che, spesso, vengono considerati inutili e superflui. Nonostante la pioggia, domenica mattina un consistente gruppo di persone (non solo altamurane) ha aderito alla seconda iniziativa organizzata ad Altamura in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione. In programma un “itinerario di conoscenza” del territorio cittadino attraverso luoghi e prodotti tipici. Prima tappa, il Museo Archeologico, dove i partecipanti hanno potuto ammirare le testimonianze di una terra infinitamente ricca di storia. La visita, guidata da Damiana Santoro (archivista - Slow Food Condotta delle Murge) e introdotta da due interessanti filmati, uno sulle orme dei dinosauri, l’altro sull’Uomo di Altamura, si è conclusa con la mostra “La preistoria del cibo”, allestita all’interno dello stesso Museo. Protagonista dell’esposizione, il pane, i suoi ingredienti, gli strumenti per la lavorazione e la conservazione di questo importante alimento. Tra i presenti, Vincenzo Pennacchia, presidente dell’Associazione Turistica Altamurana PRO LOCO, e l’avvocato Rosa Vulpio, presidente F.I.D.A.P.A. (sezione Altamura). Il gruppo, poi, ha raggiunto a piedi l’antico forno Santa Chiara per assistere alla lavorazione e alla cottura di pane e focacce. Risalente al 1423, il panificio, come ha spiegato il proprietario Vito Macella, era chiamato Santo Stefano per la vicinanza della chiesa dedicata al Santo. Un forno a legna che può cuocere contemporaneamente 320 pezzi di pane, la cui bontà è dovuta all’assenza di olio e grassi vari. Terza tappa dell’itinerario, lo storico laboratorio dei Fratelli Striccoli, dove si produce il “Padre Peppe”, liquore alle noci altamurano. Lì il signor Armando, originario della Sardegna, ha spiegato ai presenti, ai quali si è aggiunto anche il consigliere regionale Michele Ventricelli, il processo di produzione dell’apprezzato liquore. Una cultura spesso trascurata, quella derivante dalla tradizione. Una cultura che ha arricchito i partecipanti, il cui interesse si è vivacemente mostrato attraverso domande e osservazioni. La mattinata si è conclusa con un aperitivo presso l’antica Masseria San Giovanni, nota anche come “I luoghi di Pitti”.
Anna Maria Colonna """
pubblicato su Gravinaonline lunedì 19 ottobre 2009
